Lois McMaster Bujold

Il Segno dell'Alleanza

Ed. Urania Jumbo 2020

 


Il capitano Ivan Vorpatril è il cugino del già noto Miles Vorkosigan. Scapolo incallito, si gode la vita su Komarr, lontano dagli intrighi di corte. Ma la sua natura di impavido cavaliere non può restare indifferente, se una fanciulla è in pericolo. E così viene reclutato per proteggere l'affascinante Tej, che sembra avere un segreto di cui neanche lei pare essere a conoscenza e il pericolo e l'avventura ritrovano il capitano Vorpatril!

La serie di romanzi sui Vor di Barrayar, di Lois McMaster Bujold, è una delle serie di maggior successo di pubblico della fantascienza mondiale. L'avevo letta praticamente tutta prima di incominciare questa serie di commenti (e anche della serie più importante dei Consigli di Lettura), per cui l'ho citata tutta insieme in occasione della pubblicazione italiana di una novella di spin-off Festa d'Inverno a Barrayar. Era stato un commento tutto sommato breve, nello stile delle mie presentazioni del tempo, anche se si riferiva ad una serie impressionante di romanzi, alcuni dei quali sono delle vere pietre miliari del genere, ma avevo cercato di far capire le ragioni per cui ritenevo (e ritengo tutt'ora) quei romanzi molto superiori al puro livello di divertimento, come invece molti lettori sembravano pensare.
Era poi uscito un nuovo romanzo nella serie principale, La Criocamera di Vorkosigan, che seppure con un livello qualitativo inferiore ai precedenti, offriva ancora una adeguata capacità di narrazione piacevole unita alla presentazione di problemi socio-scientifici non banali.
La Bujold aveva poi scritto altri due romanzi che non avevo letto nell'edizione originale, ma ora, a distanza di anni, il primo dei due è pubblicato da Urania nella sua nuova serie Jumbo, dove riescono a trovare spazio edizioni integrali anche di romanzi non troppo piccoli di dimensioni.
Da un certo punto di vista è uno spin-off, perché il personaggio principale non è Miles, anche se ci fa una breve apparizione, ma potrebbe anche essere l'inizio di un cambiamento di interpreti, dato che ormai quelli che hanno retto il timone per tanti romanzi hanno un po' esaurito la loro capacità di innovarsi ancora. Questa volta l'interprete principale è Ivan Vorpatril, il cugino di Miles che aveva già avuto diverse apparizioni, e non proprio secondarie, nei romanzi precedenti. Il personaggio indubbiamente è ancora poco sviluppato ma con adeguate ambiguità che potrebbero essere utilizzate in seguito, se la Bujold ne avrà voglia e forza, per ridare stimoli alla serie.
Questo romanzo presenta un'avventura scorrevole e piacevole come tutte le precedenti, con la solita dose di ironia che è la caratteristica della Bujold, ma mi è sembrato invece un po' carente nell'aspetto socio-politico-scientifico che è stato spesso presente, se non sempre, in questi romanzi, rappresentando l'esame in sottofondo di qualche problema di interesse più generale, analizzato attraverso il comportamento e i pensieri dei personaggi che contemporaneamente davano vita alla storia principale.
Diciamo che questa volta mi è sembrata un po' solo una storia divertente e ben scritta, anche se già questo è sicuramente un merito.

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